Gli Aperitivi culturali sono nati nel 2006 come iniziativa collaterale alla stagione lirica dello Sferisterio in un momento in cui si avvertiva l’esigenza di accompagnare l’esperienza dell’opera con spazi di approfondimento capaci di intercettare un pubblico più ampio e diversificato. A distanza di vent’anni essi rappresentano una delle esperienze più longeve e riconoscibili del festival, un appuntamento sempre sold out entrato nel cuore di tutto il pubblico del MOF.

Cinzia Maroni ricorda quale è l’identità originale di Apertivi Culturali“L’opera lirica vi è intesa non come fenomeno estetico autosufficiente, ma come dispositivo culturale stratificato che si presta a essere interrogato da una pluralità di sguardi. Il carattere distintivo degli Aperitivi Culturali risiede nella loro natura interdisciplinare. Filosofi, storici, musicologi, scrittori, giuristi, studiosi delle scienze sociali e artisti sono stati chiamati nel tempo a confrontarsi con i titoli del cartellone. Non li hanno semplicemente spiegati in senso didascalico, ma li hanno attraversati criticamente, utilizzandoli come campo di tensione e di interrogazione. Ne è emersa una lettura dell’opera come spazio problematico, in cui si depositano visioni del mondo, modelli di comportamento e immaginari collettivi che continuano a parlare al presente.”  E a conferma di questo approccio sottolinea: “Ne è un esempio, il rapporto continuo e proficuo con gli organismi dell’avvocatura nazionale e locale. Ogni anno l’opera è stata indagata con gli occhi del giurista: la vicenda di Tosca è stata inquadrata nell’ambito della concussione sessuale; la Butterfly come un caso di prostituzione minorile e di turismo sessuale; Cavalleria e Pagliacci come delitti d’onore; i figli di Norma come orfani di femminicidi; Violetta come sex worker; i manicomi criminali; contratti illeciti; matrimonio forzati; il mee too…“. In vent’anni Aperitivi Culturali ha portato a Macerata a parlare d’opera in modo irrituale non solo i massimi critici e musicologi italiani del nostro tempo, da Quirino Principe a Fabio Vacchi, ma anche personalità quali Pietro Rescigno, emerito di diritto civile,   l’ex presidente del consiglio Nazionale Forense Maria Masi, la vice presidente dell’Unione delle Camere penali italiane Giulia Boccassi, i filosofi Monia Andreani, Remo Bodei, Lidia Bramani,  Umberto Curi, Massimo Donà, Lucrezia Ercoli, Adriano Fabris, Ilaria Gaspari, Giulio Giorello, Salvatore Natoli, Elio Matassi, Andrea Panzavolta, Davide Susanetti e Marcello Veneziani; artisti trasversali ai linguaggi musicali quali Patty Smith e Goran Bregovich; giornalisti come Antonio Gnoli, Leonetta Bentivoglio, Andrea Minuz,  Jacopo Pellegrini, Angela Azzaro;  storici come Giovanni Sabbatucci, critici d’arte come Mina Gregori, ma anche l’attrice Simona Marchini e la scrittrice Barbara Alberti.

Ed in più occasioni Aperitivi Culturali è divenuto anche motore primo di produzioni teatrali al servizio del suo originale concept, come Processo a Galileo con Umberto Orsini e Corruzione a Palazzo di giustizia grazie al consolidato rapporto con il Consiglio Nazionale Forense o ancora i convegni in occasione di Così fan tutte su Mozart e il pensiero libertino, ma anche dedicati a Verdi e il Risorgimento o a Lauro Rossi, Beniamino Gigli e Giacomo Puccini.

Il format, che peraltro unisce la grande opera ad ogni arte tra cinema, serie tv, arte contemporanea, pop, poesia e letteratura, si chiude di tradizione con un brindisi a km zero, che accorcia la distanza tra relatori e pubblico ed infatti in venti anni sono state più di trentamila le persone che hanno affollato gli Antichi Forni con più di cinquecento ospiti ed oltre 1000 ore di conversazione. Riguardo a questo successo Cinzia Maroni commenta: “La lista dei ringraziamenti è lunga a partire dall’Associazione Sferisterio, ma è stato sempre essenziale il supporto del governo della città a partire dall’entusiastico appoggio dell’Assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta che ha sempre manifestato grande interesse per la manifestazione e ci ha sostenuti con convinzione durante tutto il suo mandato”

E anche quest’anno la kermesse non si smentisce aprendo infatti venerdì 17 luglio con “Va pensiero dove tira il vento” dedicato ovviamente al Nabucco, nuova produzione inaugurale del Festival, con un inatteso dialogo fra il regista belga Fourny, il direttore Carminati e lo scrittore milanese Stefano Jacini, grande esperto risorgimentale per studio e retaggio familiare. Si prosegue sabato 18 con “Un Barbiere di Qualità” con Daniele Menghini, Gianluca Martinenghi e il giornalista e drammaturgo Alberto Mattioli; domenica 19 sarà ovviamente il turno di “Il Trovatore ossia Verdi” con il direttore Dmitri Jurowski e la regista greca Angela Saroglou, impegnata nella ripresa dell’allestimento di Negrin, accompagnati dalla storica firma del Corriere della Sera Enrico Girardi.

Il secondo week end festivaliero si aprirà poi il 24 con “La calunnia è un venticello: dalle fake news alla gogna mediatica”, appuntamento accreditato per la formazione forense, con l’avvocato cassazionista Giulia Boccassi, la giornalista, politica ed ex compagna di Enzo Tortora Francesca Scopelliti e il docente e scrittore Guido Vitiello. Sabato 25 la filosofa e scrittrice Ilaria Gaspari affronterà “Azucena Leonora Manrico e la pulsione di morte”, mentre il giorno seguente lo storico della musica e divulgatore Alberto Batisti accompagnerà il pubblico in “Lo sgabello insanguinato: c’è del marcio in Babilonia”. La docente antropologa culturale Annalisa di Nuzzo aprirà invece il terzo week end della rassegna con “Ferro fuoco e sangue: un approccio antropologico al Trovatore”, poi si proseguirà il sabato con “Visioni e profezie: tra dipinti e musica nell’età di Verdi” con lo studioso di storia dell’arte Roberto Crespi e infine la giornalista e musicologa del Sole24Ore Carla Moreni a chiudere con “In difesa di Rosina”, incontro dedicato ad Angelo Foletto, storico critico di La Repubblica, editorialista, Presidente del Premio Abbiati, scomparso precocemente quest’anno. Gran chiusa infine dal 7 al 9 agosto con il saggista, performer e drammaturgo Luca Scarlini impegnato in “Il presente del passato. Carl Orff reinventa i Carmina Burana per il ‘900”, il filosofo Andrea Tagliapietra per “Rido dunque potrei essere. Il Barbiere di Siviglia e la commedia delle identità”, quindi il giornalista Andrea Panzavolta saluterà l’affezionato pubblico degli Aperitivi Culturali con “L’isteria del potere”.