Nelle Marche lo scorso anno si sono verificati oltre 200 infortuni sul lavoro in più rispetto al 2024 (da 16.676 a 16.889; +1,28%), gli incidenti mortali sono passati da 22 a 31 (27 nell’attività lavorativa e 4 in itinere) con picchi in industria e servizi (27; +6) e agricoltura (in tutto 4; +3) mentre le malattie professionali sono cresciute del 3,39% (7.987; +262). I dati emergono dal Report annuale su infortuni e malattie professionali presentato oggi ad Ancona dalla Uil Marche, per voce della segretaria generale regionale Claudia Mazzucchelli e da Roberto Rimini (responsabile Uil Amianto Marche) in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza del Lavoro.
Una situazione che secondo il sindacato “segnala l’assenza di un controllo efficace e di politiche strutturate di prevenzione”. Al di là del dato numerico, ha sottolineato Rimini, a preoccupare sono anche gli “indici di frequenza e gravità” degli infortuni sul lavoro “superiori alla media italiana”; un quadro, sottolinea Uil Marche, che conferma il “ritardo delle Marche che posiziona la regione tra le meno virtuose”. Per questo il sindacato chiede, in particolare alla Regione, un “cambio di passo” e un “ritorno a una strategia condivisa tra istituzioni e parti sociali, sostenuta da risorse certe e da una programmazione pluriennale, in vista del nuovo Piano regionale della Prevenzione 2026-2030”.
Tra le proposte della Uil Marche ci sono quelle di “rendere strutturale l’ordinanza sul caldo, trasformandola da emergenziale a strumento permanente di tutela per i lavoratori esposti alle alte temperature”. Questo per prevenire gravi rischi per la salute, segnala il sindacato, in particolare nei “settori più esposti come edilizia, agricoltura e logistica”. “Solo attraverso un’azione coordinata e continuativa – afferma Uil Marche – sarà possibile invertire un trend che continua a destare forte preoccupazione”.
Altro fronte aperto, per il quale il sindacato segnala l’assenza di un Piano d’azione, è quello dell’amianto e delle malattie asbesto correlate: nel 2024, secondo i dati Inail, risultavano nelle Marche 26 casi e 54 prestazioni per rendite collegate a inabilità permanente; 369 sono le rendite assegnate a superstiti. Anche per questo tipo di emergenza, Uil Marche, pone la “necessità di continuare a rafforzare sia le politiche di prevenzione sia le tutele per lavoratori e superstiti”.
Per numero di infortuni sul lavoro, a livello regionale solo la provincia di Fermo va in controtendenza (-43 infortuni; -3,17%) mentre registrano picchi d’aumento Ancona (+1,93%) e Pesaro Urbino (+2,63%). Riguardo agli incidenti mortali nelle Marche (da 22 a 31) l’aumento è stato dovuto soprattutto a infortuni in occasione di lavoro (da 15 a 27) mentre sono diminuiti quelli in itinere (da 7 a 4); a livello provinciale la crescita più alta nel Maceratese (+7) mentre Ancona fa segnare -2.





