ANCONA – Il volto delle città italiane cambia pelle: secondo gli ultimi dati, il commercio tradizionale è in netta ritirata a favore di servizi e turismo. Se i B&B nei centri storici sono quasi quadruplicati dal 2012, crollano invece edicole (-51,9%) e negozi di abbigliamento.

In questo scenario di desertificazione commerciale, Ancona emerge come uno dei casi più critici a livello nazionale: con una perdita del 35,9% delle proprie imprese, il capoluogo marchigiano si posiziona al secondo posto in Italia per contrazione delle attività, superato solo da Agrigento.

Mentre il Sud mostra una maggiore vitalità nel comparto extralberghiero, le città del Centro-Nord faticano a trattenere i negozi di vicinato, sostituiti da una crescita esponenziale di affitti brevi e ristorazione, che ridisegnano un’economia urbana sempre più dipendente dai flussi turistici.