OSIMO – Atto vandalico a Osimo Stazione contro un locale di via Mamiani appena acquisito dal Comune tramite asta pubblica. A poche ore dall’annuncio ufficiale dell’operazione, una delle vetrate dell’immobile è stata completamente sfondata. Un danno evidente, che per modalità e violenza difficilmente può essere ricondotto a una semplice bravata.
A denunciare l’accaduto è la sindaca di Michela Glorio, che parla apertamente di uno sfregio mirato al patrimonio pubblico. L’immobile, rimasto a lungo abbandonato, era stato acquistato dal Comune di Osimo con l’obiettivo di trasformarlo in uno spazio pubblico polivalente, destinato in particolare ai giovani.
«Sono molto amareggiata per un episodio avvenuto a Osimo Stazione – afferma la sindaca – perché quello che è successo l’altra sera è difficile pensare sia una semplice bravata di un ragazzino». Glorio ricostruisce i fatti: «Giovedì, in tardo pomeriggio, abbiamo annunciato con un video sui social l’acquisizione di un locale abbandonato in via Mamiani, partecipando a un’asta pubblica, procedura seguita con successo dall’assessore Angeletti, per farne uno spazio pubblico polivalente. Neanche tre ore dopo, una delle vetrate dello stesso locale è stata distrutta, completamente sfondata. Difficile pensare a un incidente, vista la violenza necessaria per abbattere tutto il pannello».
Dubbi anche sulla tempistica e sulla scelta dell’obiettivo: «Una semplice coincidenza? Mi domando perché il danno sia avvenuto proprio ora che il locale sta diventando comunale e perché proprio questo, e non uno dei due locali accanto, anch’essi vuoti e finiti all’asta».
Per la prima cittadina si tratta di «uno sfregio mirato appositamente al patrimonio pubblico» e a un progetto preciso: «Trasformare un angolo in degrado in un centro giovanile aperto a tutta la comunità».
Il Comune si muoverà ora con il curatore fallimentare per avviare tutte le azioni necessarie. «La sicurezza resta un obiettivo prioritario – conclude Glorio – al quale gli enti locali devono lavorare con il supporto del Governo centrale. Ma qui temo si vada oltre il discorso sicurezza. Se è un atto mirato contro qualcuno e non solo qualcosa, lo diranno le autorità preposte. Nel frattempo, noi non ci fermeremo».





