ANCONA – Nel terzo trimestre 2025 nelle Marche sono state richieste e autorizzate complessivamente 17,6 milioni di ore di Cassa integrazione (Cig), Fis e altri fondi di solidarietà. È quanto emerge dai dati Inps, elaborati dall’Ires-Cgil Marche.

In particolare, la Cig (ordinaria, straordinaria e in deroga) si attesta a 17,4 milioni di ore (+16,2%, 2,4 milioni di ore in più rispetto al terzo trimestre 2024), mentre il ricorso a Fis e altri fondi arriva a circa 200 mila ore. La provincia che osserva il maggior aumento è quella di Macerata (+40,7%), seguita da quella di Ancona (+34,9) e Fermo (+1,6%).

Scende il dato, invece, nelle province di Ascoli Piceno (-12,7%) e Pesaro Urbino (-0,7%). L’industria assorbe la maggior parte delle ore autorizzate (16,8 milioni). L’aumento delle ore di Cig rispetto allo stesso periodo del 2024 è quasi totalmente imputabile al ramo dell’industria, il quale registra un saldo di +2,2 milioni di ore (+15,2%). Al suo interno, in termini assoluti l’incremento è ascrivibile principalmente ai comparti tessile-abbigliamento (+1 mln di ore) e alla meccanica e metallurgia (+688 mila ore). Per ciò che concerne il terziario si registra un incremento della CIG del 5,4%.

“L’economia regionale – commenta Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche – è caratterizzata da rilevanti elementi di incertezza, determinati anche dall’effetto dei dazi e delle guerre. In particolare soffre il settore del tessile-abbigliamento. Servono politiche capaci di offrire risposte efficaci alle crisi aziendali e alle transizioni occupazionali”.