Ancona ha presentato la sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. È stato inviato al Ministero della Cultura un progetto strategico condiviso da istituzioni, imprese, cittadini, che pone la cultura come leva di sviluppo, sostenibilità e cooperazione euro-mediterranea, con l’obiettivo di lasciare un’eredità duratura per le future generazioni.

    “Sessanta pagine che si fondano su una visione strategica dello sviluppo urbano e sociale, basata sulla cultura come motore di trasformazione – spiega una nota del Comune -. Il dossier intende ricostruire un patto simbolico tra Ancona e il suo mare e ridisegnare il futuro della città attraverso la riscoperta di un’identità unica, di bellezza, fondata su un patrimonio artistico culturale millenario. Su queste radici il dossier costruisce lo sviluppo di una città moderna, collocata al centro delle rotte internazionali, che pone la cultura al cuore di un programma sostenibile e innovativo di rigenerazione culturale e urbana, sociale ed economica, per fronteggiare sfide future e cogliere nuove opportunità”.
    Il risultato, osservano da Palazzo del Popolo, “è frutto di un percorso partecipativo che ha visto il coinvolgimento delle principali realtà culturali, sociali ed economiche del territorio e di numerosi cittadini, chiamati a contribuire, attraverso il sondaggio lanciato dal Comune, per raccogliere idee, proposte ed iniziative dedicate alla candidatura”.

    Il dossier e i relativi allegati, sottoscritti dal sindaco di Ancona, sono stati inviati nei tempi previsti dal bando e segnano la seconda fase della procedura di selezione che culminerà il prossimo dicembre, con l’individuazione dei progetti finalisti. A marzo 2026 i Comuni ammessi presenteranno pubblicamente il proprio dossier davanti alla giuria presso una sede ministeriale e a fine mese sarà proclamata ufficialmente la città vincitrice del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 che riceverà un contributo di un milione di euro.
    Oltre ad Ancona le altre città in gara sono: Anagni (Frosinone), Bacoli (Napoli), Benevento, Catania, Colle di Val d’Elsa (Siena), Fiesole (Firenze), Forlì, Galatina (Lecce), Gioia Tauro (Reggio Calabria) Gravina in Puglia (Bari), Massa (Massa e Carrara); Melfi (Potenza), Mirabella Eclano (Avellino), Moncalieri (Torino), Pieve di Soligo (Treviso), Pomezia (Roma), Rozzano (Milano), Sala Consilina (Salerno), Sarzana (La Spezia), Sessa Aurunca (Caserta), Tarquinia (Viterbo), Unione dei comuni “Città Caudina”, Campania; Valeggio sul Mincio (Verona) e Vieste (Foggia)