ARQUATA DEL TRONTO – Una fiaccola accesa nel cuore della notte, il silenzio lungo le strade di Pescara del Tronto e poi il suono della campana, 52 rintocchi per ricordare chi non c’è. Così Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ha attraversato la notte del decennale del terremoto, tornando con la memoria a quelle 3,36 del 24 agosto 2016 che cambiarono per sempre il volto del territorio.

Alle 2, dal cimitero di Pescara del Tronto, è partita la partecipatissima fiaccolata guidata dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri. Dopo la benedizione del fuoco, i partecipanti hanno camminato in silenzio fino al Memoriale, dove è stata celebrata la Santa Messa, presieduta dal vescovo delle Diocesi del Piceno e concelebrata da alcuni sacerdoti, tra cui don Marian Bojor e don Paolo Fontana.

Accanto al sindaco Michele Franchi e alle autorità, numerosi fedeli hanno condiviso una notte che, a dieci anni di distanza, conserva intatta la sua forza emotiva. Nel luogo simbolo della tragedia, il ricordo delle vittime si è intrecciato con quello delle comunità distrutte e di una ricostruzione ancora in cammino.

Nella sua omelia Palmieri ha richiamato il significato del fuoco, segno della luce della resurrezione “capace di squarciare il buio della morte”. “La notte del terremoto – ha sottolineato – può diventare una notte di Pasqua: un passaggio dalla morte alla vita, dalla disperazione alla speranza”. Tre le luci indicate dall’arcivescovo: “La solidarietà dimostrata dopo il sisma, la volontà di ricostruire e la fede”.

Poi, alle 3,36, è arrivato il momento più toccante. La campana ha spezzato il silenzio con 52 rintocchi, uno per ciascuna vittima della notte del 24 agosto. Un gesto semplice e potente, per non dimenticare i nomi e i volti di chi è morto e ricordare a chi resta che la memoria deve accompagnare il cammino verso la rinascita.