Continuano i risvolti giudiziari della strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo. Oggi ad Ancona nuovo atto del processo di secondo grado nei confronti dei componenti della cosiddetta banda dello spray. Sul banco degli imputati ma collegati in remoto i sei giovani del modenese già condannati in primo grado a pene comprese tra i 10 e i 12 anni e quattro mesi di carcere. In aula i loro legali.
A parlare oggi solo gli avvocati di Cavallari, Akari e Haddada, che contestano le tesi dell'accusa: "non ci fu associazione a delinquere dicono né tantomeno accordo".
"Si trattava di due gruppi rivali", continuano i legali e come nel il processo di primo grado, parte lo scambio di accuse tra quale dei due gruppi abbia usato il peperoncino quella tragica notte.
L'ultimo a parlare è lo stesso Andrea Cavallari, che in collegamento dal carcere, rende dichiarazioni spontanee. Ammette i furti, chiede scusa per i suoi sbagli ma ribadisce la sua estraneità ai fatti di Corinaldo.
Prossima udienza il 10 marzo, non si esclude che anche altri imputati decidano di rendere dichiarazioni.
Servizio di Laura Meda





