Un premio alla carriera e un incentivo a non mollare mai. È questo, in sintesi, il significato dell’inserimento di Margherita Mazzantini nella Hall of Fame dei World Transplant Games, la cui 25esima edizione è in corso di svolgimento in questi giorni a Dresda.

Un riconoscimento prestigioso che vede l’atleta 58enne originaria di Osimo, in provincia di Ancona, entrare a far parte del ristrettissimo club degli atleti trapiantati, solo 22 in totale, che nel corso della loro vita hanno partecipato ad almeno 10 edizioni dei Giochi Mondiali.

Per Mazzantini questa è la decima edizione estiva dei Giochi, cui si deve aggiungere una presenza ai Mondiali Invernali di Bormio 2024, a conferma della sua versatilità come atleta e della sua determinazione a vivere al massimo ogni giorno di questa sua nuova vita.

Una rinascita che è arrivata nel 2000 quando Margherita ha ottenuto in dono rene e pancreas, tornando così ad un’esistenza piena dopo anni di malattia e difficoltà.

Da quel momento la sua vita è cambiata: impegnata da anni all’interno di ANED sport, prima come Consigliera, poi come Coordinatrice e ora come Consigliera nazionale di ANED, Margherita Mazzantini si è trasformata in un’atleta di livello internazionale, arrivando a conquistare la medaglia d’oro nel volley ai Mondiali di Newcastle 2019 e Perth 2023. Oltre a numerosi altri riconoscimenti sportivi.

Un primato mondiale confermato anche a Dresda, dove Margherita ha guidato il team del volley che si è riconfermato Campione del Mondo. Ma le sfide per Mazzantini non si chiudono qui. In Germania si cimenterà anche nel calcetto e in alcune discipline dell’atletica. Dal lancio del disco, al peso, al giavellotto.

“Entrare nella Hall of Fame della World Transplant Games Federation è per me un onore incredibile – commenta Mazzantini -. È una dimostrazione ulteriore di come, se si dà alle persone una seconda occasione, queste la sfrutteranno andando ben oltre i loro limiti, fisici e mentali. Io e tutte le persone trapiantate la abbiamo grazie al trapianto e ci impegneremo sempre perché altrettanto accada anche agli altri”.