ANCONA – La violenta ondata di maltempo che ha colpito le Marche ha provocato gravi danni alle coltivazioni nella zona della bassa fanese e soprattutto nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Grandine, piogge intense e forti raffiche di vento si sono abbattute su numerosi territori, compromettendo in pochi minuti il lavoro svolto dagli agricoltori durante mesi di attività.
Le prime segnalazioni raccolte da Cia-Agricoltori Italiani Marche descrivono una situazione particolarmente difficile. In un contesto che ha risparmiato sostanzialmente le province di Ancona e Pesaro-Urbino, c’è l’eccezione della zona tra il Metauro e il Cesano, in cui le dimensioni dei chicchi di grandine caduti hanno portato danni ingenti a vigneti e campi di girasole.
Un vero disastro invece è quello che si registra nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. “Non c’è al momento – sono le parole del Direttore Cia Macerata-Fermo-Ascoli Mauro Moreschini – nessun vigneto che faccia registrare danni inferiori al 50% nelle aree colpite. Sono presenti vigneti nel territorio di Ripatransone che denunciano anche il 100% dei danni”. Sono state colpite “anche le coltivazioni di frutta, in particolare pesche e mele. Proprio adesso si stà avviando la raccolta delle prime varietà di mele, mentre le pesche medio-tardive risultano completamente distrutte. I danni interessano in particolare la zona di Ortezzano e, più in generale, gran parte della bassa Valdaso”.
Le prime stime di Coldiretti Marche parlano di danni tra il 60% e il 90% su frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi il danno è tra il 50% e il 70%. Danni anche alle strutture, soprattutto su impianti fotovoltaici a tetto, alle tensostrutture zootecniche nelle zone terremotate, strutture dedicate al ricovero degli animali con crolli di tetti che hanno causato il loro ferimento, animali colpiti e feriti direttamente nei pascoli.
Coldiretti Marche ha chiesto alla Regione lo stato di calamità.





