Dieci anni fa, alle 3.36 del 24 agosto 2016, la prima devastante scossa del terremoto del Centro Italia spezzava la vita di 299 persone, tra Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Fu il primo terribile atto di una sequenza sismica proseguita il 26 e 30 ottobre e poi il 18 gennaio 2017, nell’inferno di neve e scosse. Un terremoto che ha coinvolto quattro regioni, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, 138 comuni e circa 8mila chilometri quadrati, con danni stimati in 28 miliardi di euro.

Dieci anni dopo, la ricostruzione conta 15mila cantieri conclusi e altri 9mila in corso, oltre 36mila richieste di contributo e 12,5 miliardi di euro concessi per la ricostruzione privata. Sul fronte pubblico sono circa 3.600 le opere finanziate per 4,5 miliardi, mentre negli ultimi tre anni 5.452 famiglie sono tornate a casa. Restano però più di 8.700 famiglie ancora fuori dalle loro abitazioni. 

Un percorso che, secondo il commissario straordinario Guido Castelli, è ormai “ben oltre il giro di boa”, ma che deve ancora affrontare le situazioni più complesse, a partire proprio dai territori devastati dalla prima scossa.