Nel suo discorso di insediamento, il nuovo Presidente Marco Ragni ha sottolineato la necessità di una Confindustria autorevole, coesa e pienamente rappresentativa, capace di guidare il sistema produttivo maceratese in un contesto economico e geopolitico tra i più complessi degli ultimi decenni.

«Le imprese – ha dichiarato Ragni – stanno affrontando sfide che nessuno può più gestire da solo: dazi commerciali sempre più aggressivi, mercati instabili, aumento dei costi energetici, normative europee e nazionali in continua evoluzione. A tutto ciò si somma una burocrazia opprimente e la crescente delega allo Stato sociale che oggi grava, troppo spesso, solo sulle spalle degli imprenditori.»

In questo scenario, secondo Ragni, la forza di un'associazione come Confindustria si misura nella sua capacità di unire, ascoltare e agire con visione, costruendo una rappresentanza che non sia solo formale, ma concretamente utile alle imprese.

«Dobbiamo ricostruire un senso forte di appartenenza e lavorare insieme per rendere Confindustria Macerata ancora più vicina alle aziende, più moderna negli strumenti, più credibile nel confronto con le istituzioni locali, regionali e nazionali. In un'epoca di grandi transizioni, serve un'associazione che evolva insieme alle imprese, mettendo al centro le persone e il valore del fare impresa.»

Il programma presentato all'Assemblea è incentrato su alcuni pilastri strategici, tra cui:

  • il rafforzamento del ruolo della manifattura locale come motore di sviluppo;
  • la trasformazione digitale e l'adozione dell'intelligenza artificiale come leva per la competitività;
  • la valorizzazione del capitale umano, in particolare attraverso il rilancio dell'ITS Academy di Recanati;
  • la sostenibilità come opportunità concreta di crescita e reputazione;
  • un deciso impulso all'internazionalizzazione e al posizionamento del brand d'impresa;
  • la centralità delle infrastrutture per superare l'isolamento dei distretti produttivi e attrarre investimenti.

Non meno importante sara il tema della ricostruzione post-sisma e del rilancio delle aree interne, con l'obiettivo di trasformare la fragilità territoriale in occasione di rigenerazione economica, sociale e produttiva.

Infine, Ragni ha ribadito l'intenzione di lavorare per rafforzare il coordinamento tra le territoriali marchigiane, promuovendo un modello cooperativo e strategico che renda il sistema produttivo regionale più forte a Roma e più visibile in Europa.