Cresce la richiesta di “rallentare per governare” lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. È una posizione sostenuta da Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman, cofondatore di OpenAI, Elon Musk e da numerosi ricercatori, con l’obiettivo di consentire alla sicurezza, alle regole e alle valutazioni indipendenti di tenere il passo con l’evoluzione dei modelli più avanzati.

A questa prospettiva, Marche Coopevolution aggiunge il tema della responsabilità. Il punto non è fermare l’innovazione, ma orientarla: darle un ritmo sostenibile, radicato nei territori, nei diritti, nel lavoro e nella cooperazione.

È questo il cuore di “Innovazione e intelligenza artificiale”, il terzo appuntamento di COOPEVOLUTION 2026, in programma stamattina all’Abbadia di Fiastra, dopo le tappe di Cantiano a metà giugno su “Democrazia e sostenibilità” e del 4 luglio a San Benedetto del Tronto su “Economia sociale e coesione”.

Promosso da Legacoop Marche e CulTurMedia, con il contributo di Fondazione Pico, l’incontro non è voluto essere l’ennesimo convegno sull’AI, ma un laboratorio operativo sul ruolo della cooperazione marchigiana e nazionale nella costruzione di un’intelligenza artificiale al servizio delle comunità, del lavoro, del welfare e dello sviluppo locale.

L’obiettivo è stato quello di spostare il baricentro dell’AI dalle grandi piattaforme globali ai bisogni concreti delle comunità, costruendo strumenti fondati su cooperazione, partecipazione, proprietà condivisa dei dati e redistribuzione del valore.

«Come cooperazione marchigiana – sottolinea Gianfranco Alleruzzo – non vogliamo limitarci a subire tecnologie progettate altrove. Vogliamo essere protagonisti nel definire che cosa l’intelligenza artificiale fa, per chi la fa e con quali regole. Per noi l’AI è utile solo se diventa uno strumento al servizio dei territori più fragili, delle comunità, del welfare e del buon lavoro, non l’ennesimo motore di disuguaglianze e speculazione».

A chiudere il quadro è stato il contributo di Giovanna Barni, presidente di CulTurMedia: «Questo ultimo appuntamento di COOPEVOLUTION guarda al futuro della cooperazione culturale, creativa e turistica e alla sua capacità di trasformare le sfide della transizione digitale in nuove opportunità di innovazione e resilienza. Anche nel digitale dobbiamo essere capaci di affermare il nostro modo di fare cooperazione: mutualismo, consapevolezza, proprietà comune dei dati, ma anche capacità di redistribuire il valore che generiamo. Perché la vera innovazione, per noi, non è mai una corsa solitaria: è un percorso da fare insieme, cooperando tra cooperative. E noi lo stiamo già facendo».

In questo quadro, Fondazione Pico svolge un ruolo strategico, anche attraverso lo sviluppo di un progetto specifico sull’intelligenza artificiale che vede coinvolti diversi partner, tra cui l’Università di Bologna affinché la cooperazione non sia semplice utilizzatrice di strumenti prodotti altrove, ma protagonista nella progettazione di modelli e agenti artificiali coerenti con i valori cooperativi, il mutualismo digitale e le esigenze dei territori.

Con il contributo di esperti, l’appuntamento di Fiastra ha offerto così una lettura critica delle traiettorie globali dell’AI e dei rischi di una corsa tecnologica senza regole; ha proposto una visione di neo-mutualismo digitale capace di mettere in relazione piattaforme, dati, cooperazione e democrazia economica; e presenterà pratiche e progetti in grado di mostrare come l’AI possa diventare, qui e ora, un alleato delle cooperative, dei territori e dei beni comuni.