ANCONA – Marcell ha chiamato, Gianmarco ha risposto. Jacobs si è rimesso l’oro al collo e Tamberi ha fatto altrettanto. I re sono tornati e così Monaco è un po’ Tokyo. Perché Gimbo si è superato, laureandosi campione d’Europa nel salto in alto.

“Fly or die” c’è scritto nello scarpino destro di Tamberi e il volo è la cosa che gli riesce meglio, dimenticando l’amaro quarto posto di Eugene e gli acciacchi pre e post Covid che lo hanno limitato nelle scorse settimane. Fa percorso netto invece stavolta fino a 2.27, primo errore a 2.30, ma al secondo tentativo ecco il salto giusto. D’oro.

Gimbo è in serata, ha energie, decide di fare un altro paio di tentativi a 2.32 e poi a 2.33, fallendo, ma uscendo col tricolore sulle spalle, abbracciando papà Marco e soprattutto la fidanzata Chiara. A lei, prossima sposa il primo settembre regala la dedica più dolce.

“Ci stimoliamo a vicenda io e Marcell, è il miglior Europeo di sempre nell’atletica dopo quello del nuoto, siamo un’Italia pazzesca – ha dichiarato Tamberi-. Adesso mi concentro sull’addio al celibato domani (oggi, ndr): gli amici volevano mi presentassi con la medaglia. Sposo Chiara fra due settimane, è la donna della mia vita, lo sapete”. Non ama la pioggia, “sono un saltatore di velocità e sul bagnato scivolo, ma mi son detto: oggi o mai più. Dopo quello che ho passato, sto esplodendo di gioia. Trovo dentro di me sempre una forza che mi stimola davanti agli ostacoli, forse è la maglia azzurra, i salti più belli li ho fatti con questa addosso. Avevo paura di non essere all’altezza dopo il Covid e i litigi con mio padre, volevo quasi smettere, e invece… Se andrò avanti con lui? Vedremo, ma lui merita una fetta di questa medaglia grande come la mia: se riesco a fare queste cose è grazie a lui”.