ANCONA – “Il Giro d’Italia è un’occasione straordinaria per la nostra regione, Genga è una delle capitali delle bellezze della nostra nazione, il Giro è un’occasione per scoprire il nostro entroterra”. Accompagnato dai due sindaci Marco Filipponi e Marco Fioravanti, il presidente Francesco Acquaroli ha partecipato alla partenza della sesta tappa, marchigiana, della corsa in rosa. Con tanto di selfie con l’unico corridore di casa, il 25enne fanese Giovanni Carboni.

Lo start da Frasassi, in occasione del 50esimo anniversario dalla scoperta delle grotte, l’arrivo sul Colle San Giacomo ad Ascoli. Una frazione appenninica di 170 km partecipata anche dal pubblico, rigorosamente in mascherina nel rispetto delle normative Covid. Sono tornati d’attualità i temi del lavoro e del sisma. A Fabriano infatti, assiepati ai bordi della strada percorsa dai ciclisti, i lavoratori di Elica, al centro di una vertenza per il piano industriale della multinazionale che prevede 400 esuberi e la delocalizzazione della produzione in Polonia.

La corsa rosa ha attraversato poi il cratere del sisma marchigiano come Pieve Torina o Arquata del Tronto. Nei comuni attraversati sono stati censiti, subito dopo il sisma, 19 mila edifici inagibili, la maggior parte dei quali con danno grave – informa il commissario straordinario Legnini -. Rispetto al 2018, quando il Giro d’Italia attraversò parte del cratere, oggi la situazione è ben diversa, fa sapere la struttura commissariale. Le domande di contributo presentate nei 23 comuni del cratere toccati dal Giro, sono oggi, infatti, circa 5.200, con 2.540 richieste già approvate, e l’apertura di altrettanti cantieri di lavoro. Di questi circa la metà, 1.210 si sono conclusi con la consegna delle abitazioni alle famiglie che le abitavano.

Sul traguardo a vincere è lo svizzero Gino Mader, mentre la nuova maglia rosa è l’ungherese Attila Valter.