FABRIANO – La carta da ufficio di cui dal primo gennaio si è dismessa la produzione a Fabriano verrà prodotta in Germania. È il finale della parabola che ha portato alla chiusura della Giano srl per decisione del gruppo Fedrigoni. Ora le carte da fotocopie Copy 1, 2 e 3 con lo storico marchio Fabriano saranno prodotte in Germania, da parte del gruppo Jacob Jurgensen. Da quanto si apprende, da Fedrigoni è stato concesso in uso il brand che rimane comunque di proprietà.
La decisione di Fedrigoni riguardo alla chiusura di Giano srl ha determinato oltre 170 esuberi e un accordo con i sindacati sottoscritto al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Attualmente in cassa integrazione ci sono 30 dipendenti, più altri 30 che lavorano ma temporaneamente, i restanti lavoratori sono stati ricollocati.
Sul come si è arrivati a questo accordo, Fedrigoni specifica che vi sono state precise richieste da parte “di nostri importanti clienti”. In pratica, una volta dismessa la produzione a Fabriano (Ancona), attraverso la Giano srl chiusa a fine 2024, “questi clienti ci hanno contattati evidenziando una loro difficoltà. Oltre a comprare carta per fotocopie Fabriano, acquistano anche la produzione Fabriano per l’artistico, il disegno. Per loro motivazioni interne, volevano garantire una continuità di utilizzo dei prodotti in entrambi i rami e per questo ci hanno sollecitato a valutare un ritorno in produzione.
Fedrigoni continua a considerare non remunerativa questa produzione. Si è fatto avanti la Jacob Jürgensen e la trattativa si è conclusa.
Mistificazione, beffa, umiliazione e mortificazione. Queste le dure parole del sindaco di Fabriano (Ancona), Daniela Ghergo, in merito alla notizia dell’accordo. “Concedere la licenza d’uso del marchio Fabriano a un distributore internazionale consentendogli di chiamare la carta che vende ‘Fabriano – Copy 1 e 2’, quando essa non è più prodotta nella città che le dà il nome ha il sapore della mistificazione, oltreché della beffa”, la denuncia del Primo cittadino fabrianese che evidenzia, anche, come l’accordo “sia segno evidente, tra l’altro, di scelte industriali fallimentari nel momento in cui non ci si è resi conto che chiudere la produzione di carta per ufficio avrebbe avuto ripercussioni non solo d’immagine, ma anche di mercato, perché i prodotti Fabriano venivano e vengono acquistati per apprezzamento e fedeltà a un marchio che nei secoli ha costruito la sua identità e qualità”.Ghergo si rivolge al ministero delle Imprese e del Made in Italy “per fermare questa operazione, perché non crediamo che queste fossero le condizioni discusse nei numerosi incontri che ci sono stati tra il Mimit, la proprietà e il management di Fedrigoni durante la gestione della vertenza Giano. In questa vicenda ognuno si assuma le proprie responsabilità”






