ROMA – Beko Europe “ha confermato integralmente il piano di trasformazione delle attività italiane presentato al governo e alle parti sociali lo scorso 20 novembre”, risultato “di una revisione complessiva delle attività europee dell’azienda, in conformità con il quadro legale e normativo”. E’ quanto afferma l’azienda in una nota, diffusa al termine dell’incontro che si è svolto oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy. “L’obiettivo primario di Beko Europe – si legge – è mantenere una presenza manifatturiera ed operativa stabile e di lungo periodo nel continente e, in particolare, in Italia”.
Nel corso dell’incontro, l’azienda “ha confermato la disponibilità a proseguire il dialogo con le istituzioni e le parti sociali per definire le modalità e le tempistiche di attuazione, nell’ottica di individuare soluzioni condivise che tutelino il più possibile le persone coinvolte”.
“Nell’ottica della più ampia collaborazione, per l’individuazione di una soluzione che possa garantire un futuro alle attività interessate – si legge ancora nella nota -, Beko Europe si impegna a mantenere le produzioni attive e a continuare ad assorbire le significative perdite generate daisiti fino alla fine del 2025, e a continuare la discussione a livello nazionale e locale al fine di agevolare l’individuazione della miglior soluzione possibile”.
“L’azienda ha ribadito il suo piano di ‘graduale dismissione’, con i medesimi argomenti delle precedenti puntate, evidenziando perdite in milioni di euro a ‘tre cifre’ e che si traducono nei 1.935 esuberi dichiarati, con la chiusura di due siti.”
Lo dichiarano in una nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e Alberto Larghi, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del settore degli elettrodomestici.
“Per la Fiom il piano è inaccettabile e va come tale respinto. Siamo pronti ad una discussione solo se il presupposto di partenza è il rilancio e la salvaguardia dei siti, con chiare missioni produttive, sostenute da investimenti, garantendo un futuro occupazionale ai territori interessati. L’azienda deve presentare un nuovo piano industriale, non può presentarsi tre mesi dopo l’acquisizione e voler dimezzare i dipendenti. Non lo consentiremo.
Il Governo deve passare dagli annunci ad effetto, ad una proposta accompagnata da risorse economiche vere a sostegno anche diretto dell’industria, per concorrere alla sostenibilità nella competizione globale. Nell’incontro di oggi al Mimit il ministro, aprendo i lavori dopo un excursus storico sulle società dell’elettrodomestico, ha ribadito che la golden power e le sue deterrenze rimangono un segreto
di stato inviolabile. Sembra un gioco, ma è così. La nostra mobilitazione prosegue con lo sciopero di tutta la categoria di domani a Varese e di venerdì a Siena.”
“Il piano industriale riproposto oggi da Beko è inaccettabile e va ritirato dall’azienda. Lo abbiamo ribadito in modo chiaro e fermo nel corso del tavolo che si è svolto oggi pomeriggio al Mimit. Comunanza non può chiudere così come va tutelata l’occupazione nella sede di Fabriano”.
Questa le parole del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli oggi, nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy al termine del tavolo sulla vertenza Beko Europe al quale ha partecipato insieme agli assessori al Lavoro Stefano Aguzzi e alle Attività produttive Andrea Maria Antonini. “Tutte le istituzioni e le forze sindacali sono unite insieme al Governo per fare muro su questa vertenza. La priorità è la
salvaguardia dell’occupazione, delle competenze e della storia industriale di questo settore strategico per le Marche”.
Il tavolo è stato riaggiornato a metà gennaio per valutare le decisioni di Beko.




