Mentre l’europarlamentare PD Matteo Ricci insieme a Daniele Vimini, vicesindaco di Pesaro, porta avanti la candidatura di Pesaro Capitale Europea della Cultura 2033 a Bruxelles, anche se il bando sarà formalmente aperto solo nel 2027, cresce la polemica sulla possibile candidatura della Civitas Appenninica, iniziativa legata alle aree interne appenniniche tra le tre Regioni Marche Umbria e Abruzzo, sostenuta anche dalla Regione Marche, accusata così da alcuni di, possiamo dire “antipesaresità”. 

Sul punto è intervenuto con un post su facebook anche il Governatore Acquaroli, “stoppando – ha spiegato – una polemica inesistente che non ha alcun fondamento”. “La Regione Marche ha spiegato Acquaroli – ha un approccio di collaborazione con tutti i territori e considera ogni territorio allo stesso modo, meritevole di avere delle giuste ambizioni di rilancio e di essere ascoltato e sostenuto in iniziative spontanee e strutturate. Lo abbiamo fatto per tante iniziative e lo abbiamo fatto in particolar modo per Pesaro Capitale italiana della Cultura, sostenuta dalla Regione con 1 milione di euro, o così come per Urbino che finalmente ha ottenuto il riconoscimento di Capoluogo.

Voglio ribadire che da parte nostra siamo sempre a disposizione per condividere iniziative a tutela e supporto delle nostre comunità, così come abbiamo fatto insieme alle altre regioni del centro Italia per la candidatura della Civitas Appenninica, un lavoro iniziato ben oltre un anno fa che ha visto la Regione essere formalmente coinvolta.

Questa candidatura nasce da un’iniziativa interregionale per il rilancio delle aree del cratere sismico che ha tutte le legittime ambizioni di voler tornare a splendere e che troverà per questo la Regione Marche sempre al suo fianco.

Una iniziativa legata alle aree interne appenniniche tra le Regioni Marche Umbria e Abruzzo e i territori del Lazio, un’area con una storia millenaria che ha subito diversi terremoti, lo spopolamento e una recessione economica e che vuole rinascere e valorizzare i suoi asset culturali e territoriali, tecnologici e produttivi, di ricerca e di innovazione. Un ulteriore progetto qualificato per il rilancio del cratere sismico.

Mi stupisce che questo principio non sia oggi condiviso da chi cerca lo scontro a tutti i costi. Forse qualcuno vorrebbe intendere che l’intero territorio dell’entroterra marchigiano, quello dei nostri splendidi borghi e delle nostre montagne, colpito in gran parte peraltro da un sisma devastante, non merita attenzione da parte della Regione? Mi auguro di no.

È altrettanto vero che la pubblica amministrazione si esprime per atti e non a mezzo stampa e finora non siamo mai stati coinvolti per condividere il progetto della candidatura di Pesaro e Urbino, dall’amministrazione che sta portando avanti l’iniziativa. Come sempre, siamo disponibili al dialogo e alla collaborazione tra le nostre istituzioni, perché certamente una candidatura nata da un’esperienza interregionale unica nel suo genere, legata per altro al rilancio delle zone colpite dal sisma, come quella della Civitas Appenninica, non esclude altri percorsi che possono essere nati in altri territori come quello di Pesaro.

Respingiamo qualsiasi fantomatica accusa di non valorizzare i territori egualmente. Vale per tutti e vale per Pesaro, noi giochiamo con una sola maglia, quella delle Marche, e ogni risultato è per noi sempre un motivo di arricchimento e di grande orgoglio”