ANCONA – Un centro massaggi a luci rosse e lavoro nero in un laboratorio tessile. Sono i risultati della Polizia di Ancona, impegnata in un’operazione a livello nazionale per contrastare i fenomeni criminali connessi alla comunità cinese presente in Italia. 24 le province coinvolte nel blitz che ha portato a 13 arresti , 31 denunciati, sanzioni amministrative per 73.382 euro e il sequestro di 22.825 euro.
Le attività investigative in corso su tutto il territorio nazionale e quelle di acquisizione di informazioni hanno confermato che la criminalità cinese gestisce i propri affari illeciti in un costante “dialogo” con altri gruppi di nazionalità diverse, anche italiani. Tale dialogo permette di spartire affari e territori di interesse. In particolare per quello che riguarda le operazioni in provincia di Ancona hanno riguardato due attività commerciali.
Nel primo esercizio commerciale controllato, operante nell’ambito dell’assemblamento dei capi di moda, la Squadra Mobile della Questura di Ancona ha accertato irregolarità in merito alla posizione lavorativa di una cittadina cinese e alle norme sulla sicurezza sul lavoro. L’attività è stata sospesa e multata per un totale di 3.300 euro. Nel secondo controllo in un centro massaggi a Jesi (AN) la responsabile del centro massaggi è stata denunciata per il reato di favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. Sono stati inoltre sequestrati 6.410 euro.



