Nel Teatro delle Logge di Montecosaro, con pubblico anche in piedi, si è svolta una delle cerimonie più significative in occasione della Giornata della Memoria. Bandita ogni retorica, come ha sottolineato lo storico Vito Carlo Mancino, è stato presentato il libro “Resistere nello Stalag XIII C” contenente il diario di prigionia, ritrovato per caso dal figlio 80 anni dopo, di Costantino Quattrini, per tutti Silvio, di Montecosaro, sopravvissuto alla deportazione nazista.

L’evento ha avuto momenti di grande commozione perché, grazie alle ricerche del Centro Studi Montecosaresi presieduto da Fabrizio Quattrini, e dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, sono state rintracciate in Liguria (Genova e Albenga) Roberta Pisano e Paola Giampaolo, due nipoti di Giuseppe Fava, detto Pino, amico fraterno di Silvio Quattrini, che fu fucilato nel 1945 nel campo di lavoro per Internati Militari Italiani a Norimberga in Germania e del quale si parla nel diario. Di Pino Fava le due nipoti, come le loro madri, non sapevano nulla, né quando né perché venne fucilato. Invece nel diario si descrive il motivo della fucilazione, la protesta per una razione di sale pagata ma non distribuita, e vengono riportate le ultime parole di Pino Fava: “Ma cosa ho fatto per morire così miseramente. Ho due bambine piccole”. Commozione per tutti.

Un episodio che non si trova nei libri di storia ma che testimonia gli orrori perpetrati dall’esercito nazifascista. Scrive nel diario Costantino Quattrini: “Meglio morire di stenti pur di non combattere al fianco dei nazisti in cambio della libertà”. A rendere ancor più commovente l’evento c’è stato il cantautore Julian Corradini che ha dedicato una canzone al drammatico episodio. Nel diario sono state riportate anche due canzoni che venivano cantate dai prigionieri ricordando i propri familiari nella speranza di poterli un giorno raggiungere. Dunque un monito e un esempio per tutti. Valori inalienabili.

E’ intervenuto anche il sindaco di Montecosaro Lorella Cardinali che ha consegnato varie targhe ai protagonisti dell’evento ed ha ricordato una frase di Primo Levi: “Comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. La lettura di alcune pagine del diario, da parte del bravo Daniele Mazzocolo, nella descrizione delle umiliazioni, dei soprusi e degli orrori nel campo si prigionia, hanno ulteriormente aumentato la partecipazione e la commozione del pubblico. Insomma un evento particolarmente toccante con al termine un lungo applauso liberatorio.

I figli di Silvio Quattrini, Gina, Ezio e Gianluca, hanno anche consegnato una pergamena alla nipoti di Pino Fava facendo riabbracciare, idealmente, attraverso i loro discendenti, nel segno dell’amicizia più profonda, i due soldati rinchiusi nel campo dei lavori forzati di Norimberga. Due eroi, come tanti altri, della Resistenza al nazifascismo pronti a sacrificare la loro vita pur di difendere la dignità e la libertà.