ANCONA – Fare il pieno nelle Marche costa meno che nel resto d’Italia. La regione risulta la più conveniente del Paese per il rifornimento di carburante, con un prezzo medio di 1,903 euro al litro per la benzina e di 2,037 euro per il gasolio, secondo l’elaborazione della CNA sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un primato che, però, non basta a mettere al riparo le imprese dell’autotrasporto dai rincari, che continuano a incidere pesantemente sui costi di gestione.
La nuova rilevazione conferma differenze territoriali molto marcate. Bolzano è il territorio più caro d’Italia, con 1,961 euro al litro per la benzina e 2,10 euro per il gasolio. Ma la geografia dei rincari non coincide con quella dei prezzi più elevati: Friuli-Venezia Giulia registra l’aumento più consistente della benzina (+29,2 centesimi), mentre per il gasolio il primato negativo spetta alla Sicilia, con quasi 40 centesimi in più rispetto a fine febbraio.
Anche nelle Marche, nonostante i valori più contenuti, il diesel ha ormai superato la soglia dei due euro. E per le imprese questo significa costi aggiuntivi pesanti: un rincaro di 40 centesimi al litro comporta 400 euro in più ogni mille litri, una cifra che si moltiplica rapidamente per chi opera nel trasporto, nella consegna, nell’installazione e nella manutenzione.
«Il fatto che le Marche risultino la regione con i prezzi più contenuti non deve trarre in inganno – commenta Emiliano Tomassini, vicepresidente nazionale di CNA-FITA – e non significa affatto che stiamo meglio degli altri. Le imprese dell’autotrasporto marchigiano stanno pagando l’aumento del gasolio in maniera pesante, esattamente come nel resto d’Italia».
Tomassini sottolinea inoltre che il divario di pochi centesimi rispetto ai territori più cari non incide realmente sulla sostenibilità dei bilanci aziendali: «Cinque o sei centesimi in meno al litro rispetto a Bolzano non cambiano la vita a un’impresa di autotrasporto. Per noi non è un primato, ma la presa d’atto che non si può continuare così. Anche perché non sono previsti interventi futuri a favore della riduzione delle accise».
A pesare, nelle Marche, è anche la condizione strutturale del territorio: «La carenza di infrastrutture viarie e la difficoltà nei collegamenti, soprattutto interni e da est a ovest penalizzano ulteriormente le imprese. I costi aumentano, i tempi si allungano e la competitività si riduce».
Sulla situazione regionale interviene anche Riccardo Battisti, responsabile di CNA-Fita Marche, che richiama l’attenzione sulle misure annunciate dal Governo per fronteggiare il caro carburanti.
«La categoria è ancora in attesa dei 300 milioni di euro promessi dal Governo per sostenere le imprese dell’autotrasporto», afferma Battisti. «Si tratta di risorse fondamentali per compensare l’impatto dei rincari, che stanno mettendo in difficoltà centinaia di aziende marchigiane».
Emiliano Tomassini e Riccardo Battisti evidenziano infine come la situazione rischi di diventare insostenibile: «Il diesel ha superato i due euro anche nelle Marche, e gli aumenti degli ultimi mesi stanno erodendo i margini delle imprese. Senza interventi immediati, molte realtà rischiano di non farcela. Servono misure concrete, rapide e strutturali».
A livello nazionale, il prezzo medio è salito a 1,911 euro al litro per la benzina e 2,040 euro per il gasolio. Gli aumenti, rispettivamente +24,3 e +31,9 centesimi, stanno comprimendo i margini delle piccole imprese, come sottolineato dal presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, che richiama la necessità di una politica energetica stabile, trasparente e sostenibile.




