FABRIANO – Nell’anno che segna il decennale del sisma nel Centro Italia, da Fabriano (Ancona) è partita oggi la Carovana nelle Terre Mutate 2026, il cammino collettivo che attraversa i territori dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti del 2016-2017.
Un viaggio a passo lento, promosso dall’Odv Cammino nelle Terre Mutate e sostenuto anche da ActionAid, che fino al 25 luglio attraverserà alcuni dei paesaggi più rappresentativi dell’Appennino centrale, dai rilievi umbro-marchigiani agli altipiani d’Abruzzo, passando per i laghi di Fiastra e Campotosto e per due parchi nazionali, i Monti Sibillini e il Gran Sasso e Monti della Laga. Ma è soprattutto un percorso attraverso comunità che, a dieci anni dal sisma, continuano a vivere, custodire e immaginare il futuro di territori segnati da fragilità, spopolamento e ricostruzione ancora incompleta.
“Fabriano è il chilometro zero di questo Cammino – osserva Daniela Ghergo, sindaca di Fabriano – che si snoda lungo le terre mutate che hanno subito le ferite del terremoto. Il Cammino è un concetto che contiene molte cose: la resilienza, le ferite che si rimarginano, che comunque producono un tessuto sociale diverso, che reagisce ed è in grado di rigenerarsi. Il messaggio che porta la carovana è importante per dare fiducia a quelle che sono le nostre terre ma anche con un atteggiamento proattivo, come Fabriano, che è attualmente in un momento di piena rigenerazione”.
La tappa finale sarà L’Aquila, città profondamente legata al Cammino, che trae il nome proprio da TerreMutate, comitato di associazioni e soprattutto di donne aquilane nato dopo il terremoto del 2009. Il Cammino diventa “un atto concreto di partecipazione: attraversa i luoghi con attenzione, dà voce a chi li abita e restituisce uno sguardo su ciò che è cambiato e su ciò che resta ancora da fare”