ANCONA – Dalla scena del crimine, il rilevamento di tracce biologiche o di polvere da sparo, alle analisi in laboratorio. In un’era in cui la tecnologia si evolve con estrema rapidità, le scienze forensi devono adeguarsi alle continue innovazioni. In questo contesto si inserisce il corso di perfezionamento in “Strumenti e metodi per le scienze forensi”, organizzato dal Centro Carmelo dell’Università Politecnica delle Marche (Univpm), nell’ambito del Protocollo di Intesa con il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato – Gabinetto interregionale Polizia Scientifica Marche Abruzzo.

Il corso iniziato il 28 febbraio 2025 si è tenuto ogni venerdì pomeriggio e sabato mattina per un totale di 140 ore di lezioni in presenza e in streaming e 40 ore di tirocinio. Il corso terminerà il 26 luglio con la consegna dei diplomi. Lezioni teoriche tenute nell’aula B+ del dipartimento DIISM della Facoltà di Ingegneria dell’Univpm mentre quelle laboratoriali presso i laboratori dell’Università.

Le prime lezioni sono state dedicate alle tecnologie forensi, partendo dagli elementi di diritto processuale penale alle tecniche di sopralluogo sulla scena del crimine anche a seguito di esplosioni ed incendi, alla identificazione foto-dattiloscopica fino al riconoscimento automatico della violenza e sono state tenute da docenti esperti forensi e da ufficiali della Polizia Scientifica. Poi si sono trattate tematiche legate a medicina legale e tossicologia, chimica analitica strumentale, strumenti di misura basati sulla visione anche a largo spettro (IR, multi e iperspettrale), metrologia forense, l’intelligenza artificiale a supporto della polizia predittiva e delle indagini, il sopralluogo di Polizia Scientifica in caso di mass disaster e tecniche DVI, la realtà virtuale e aumentata, la psicologia forense, le tecnologie dei materiali e processi produttivi innovativi (3D printing), la genetica forense, l’applicazione di droni e UAV.

Sono sedici gli iscritti, di diversa estrazione e provenienti da vari parti d’Italia, che hanno partecipato al corso; ora avranno la possibilità di visitare i laboratori della polizia scientifica. “Il corso – ha detto il Rettore – è un esempio virtuoso di collaborazione tra Università e istituzioni, con l’obiettivo di formare figure altamente specializzate in un settore, quello delle scienze forensi, in continua evoluzione. Siamo orgogliosi di aver contribuito a costruire un percorso formativo che unisce rigore scientifico, innovazione tecnologica e applicazioni pratiche al servizio della giustizia e della sicurezza”. “Il corso ha lo scopo di fornire agli allievi una rassegna di competenze sui metodi – ha spiegato la professoressa Milena Martarelli, direttrice del Centro di Ricerca interdipartimentale Carmelo – gli strumenti e le tecnologie innovative quali strumenti che consentano alle Forze di Polizia di contrastare ogni forma di criminalità a difesa dei cittadini e della sicurezza comune”.