Il Rapporto AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei Dottori di ricerca, giunto alla sua nona edizione, è stato presentato oggi, venerdì 29 novembre, presso l’Università degli Studi di Macerata, nell’ambito del Convegno organizzato in collaborazione con il Ministero dell'Università e della Ricerca e con il patrocinio della CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.
La giornata è stata aperta dai saluti istituzionali del Rettore John McCourt in rappresentanza anche della CRUI e da Elio Franzini dell’Università degli Studi di Milano e membro del Consiglio di Amministrazione AlmaLaurea.
La presentazione del Rapporto 2024 sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei Dottori di ricerca è stata condotta dalla Direttrice di AlmaLaurea, Marina Timoteo.
A seguire si è svolta una tavola rotonda coordinata da Aurelia Sole, Coordinatrice collegio docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria per l'Innovazione e lo Sviluppo Sostenibile – Università della Basilicata e Componente del Consiglio di Amministrazione AlmaLaurea.
Un dialogo a più voci tra: Antonio Felice Uricchio, Presidente ANVUR; Riccardo Pietrabissa, Rettore IUSS Pavia e Coordinatore Commissione Valorizzazione della Ricerca CRUI; Claudio Pettinari, Università di Camerino e Componente del Consiglio di Amministrazione AlmaLaurea; Enrico Montaperto, MUR, Dirigente Ufficio VI, Direzione Generale degli ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio; Massimiliano Zattin, Università degli Studi di Padova, Prorettore al Dottorato e post lauream; Laura Melosi, Università degli Studi di Macerata, Direttrice della Scuola di Dottorato di Ateneo; Davide Clementi, Segretario Nazionale ADI e Membro del CUN; Michele Casali, Amministratore Delegato Gruppo Editoriale ELI.
Il Rapporto 2024 sul Profilo dei Dottori di ricerca di 43 Atenei si basa su una rilevazione che coinvolge circa 6.100 dottori di ricerca del 2023 e restituisce un’approfondita fotografia delle loro principali caratteristiche.
Il Rapporto 2024 sulla Condizione occupazionale dei dottori di ricerca di 54 Atenei si basa, invece, su un'indagine che riguarda oltre 6.800 dottori di ricerca del 2022 e analizza i risultati occupazionali raggiunti nel 2023, a un anno dal conseguimento del titolo. Se si prende a riferimento la popolazione coinvolta nell’indagine AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale, si evidenzia che essa costituisce circa l’80% del complesso dei dottori di ricerca usciti dal sistema universitario italiano in quell’anno.
Il tasso di risposta per la rilevazione sul Profilo è pari all’89,1%; quello per la rilevazione sulla Condizione occupazionale è pari all’85,6% (considerando coloro che ai sensi del GDPR sono stati contattati avendone espresso il consenso).
Dati di confronto. L’Italia ha un numero di dottori di ricerca che è pari allo 0,6% della popolazione in età lavorativa, ossia di età 25-64 anni. Il confronto internazionale ci colloca agli ultimi posti: alle nostre spalle troviamo solo Ungheria (0,5%, unico Paese Europeo dopo l’Italia), Turchia (0,5%), Lettonia (0,5%), Cile (0,3%) e Messico (0,1%). Nel decennio 2012-2022 il numero di dottori di ricerca in Italia è andato via via diminuendo (dagli 11.600 del 2012 agli 8700 del 2022). Negli ultimi due anni, il dato è in ripresa e il forte incremento degli accessi al dottorato nel triennio 2021-2023, legato anche ai finanziamenti nell’ambito del PNRR, pone le basi per un prossimo ulteriore aumento del numero dei dottori.



