Si è svolta ieri pomeriggio la Cerimonia di riapertura della Chiesa di San Francesco a Corridonia.

Edificio di culto più antico del centro storico, intorno alla prima metà del XIII secolo venne ceduta dai fondatori benedettini ai frati francescani. Guardiano maestoso dell’antica Mons Ulmi, ha raccolto e custodito per secoli i segni lasciati dal tempo e dagli eventi fino alla storia più recente. Conserva tutt’oggi, lungo la facciata laterale, la traccia scura dell’antico piano di calpestio che testimonial’ultimo gesto architettonico radicale che ha cambiato il volto della città:la costruzione di Piazza Filippo Corridoni.

Ora, dopo essere stata lesionata dal sisma del 2016, il progetto di ripristino funzionale della Chiesa, redatto dagli architetti Pierluigi Macchini e Marco Moretti, ha intenso “recuperare l’intera leggibilità degli spazi e dei volumi e valorizzare le numerose opere in essa contenute. Il particolare orientamento geografico della chiesa (asse longitudinale Sud-Ovest/Nord Est), permette alla luce diurna di penetrare direttamente dagli ampi finestroni a lunetta in qualsiasi ora del giorno, esaltando le prospettive degli interni”.

L’intervento è stato realizzato grazie a un finanziamento a valere sulla quota dell’otto permille, per un importo di contributo richiesto pari a € 630.000,00. Oltre alla parte architettonica, non va dimenticato il progetto relativo agli affreschi curato dalla restauratrice Maria Pia Topa, di Corridonia.

All’apertura della cerimonia presenti autorità civili, militari e religiose. A seguire è stata inaugurata la mostra “Francesco secondo Giotto”, ospitata all’interno della navata principale, arricchita dall’intervento prestigioso del curatore Prof. Roberto Filippetti.

«La restituzione alla città di questo edificio – commenta il Sindaco Giuliana Giampaoli – costituisce non solo un punto cruciale della ricostruzione post sisma ma anche un atto fortemente simbolico e identitario per la nostra comunità. Riaprire le sue porte a dieci anni esatti dal sisma, in coincidenza con le celebrazioni dedicate agli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia, rappresenta per tutti un segno tangibile di rinascita. Desidero ringraziare l’Associazione culturale L’Olmo e la Parrocchia dei SS. Pietro, Paolo e Donato per la preziosa collaborazione nella realizzazione della mostra Francesco secondo Giotto.»

A presentare la mostra è l’Assessore alla Cultura, Massimo Cesca: «In occasione dell’ottavo centenario francescano, la comunità di Corridonia si appresta a vivere un momento di straordinario valore culturale e spirituale. Quale occasione migliore per rendere omaggio al Poverello d’Assisi se non la tanto attesa riapertura della Chiesa di San Francesco in Piazza Corridoni, un luogo simbolo, caro e identitario per tutti i cittadini.La chiesa torna finalmente a spalancare le sue porte ospitando una mostra speciale a lui dedicata, che intreccia l’arte sacra con il patrimonio storico e affettivo della città.In un’epoca segnata da rapide trasformazioni, incertezze sociali e tensioni globali, la figura di San Francesco d’Assisi risuona oggi con straordinaria attualità. Il suo messaggio di pace, fraternità universale, cura per il Creato e dialogo, basato su una fede granitica, rappresenta un faro di speranza e un richiamo per tutti, di cui questo periodo storico avverte un profondo bisogno. La mostra e la riapertura della chiesa rappresentano un invito a tutta la cittadinanza e ad ogni visitatore a riscoprire la bellezza dell’arte, la profondità del messaggio francescano e la gioia di ritrovarsi uniti in luoghi speciali.»