Loreto sotto choc e nel dolore si prepara a stringersi attorno alla famiglia di Luigia Fortunato. Lunedì il Comune,con sindaco Moreno Pieroni, una delegazione della Santa Casa e insegnanti e genitori della scuola frequentata dal bimbo della donna si riuniranno per definire l’organizzazione di una fiaccolata in memoria della mamma trentaduenne uccisa dal marito nella loro abitazione di via Bramante.
L’iniziativa, promossa da Comune e Curia, dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni, compatibilmente con i tempi dell’autopsia fissata per martedì. Il corteo dovebbe partire proprio da via Bramante per raggiungere la piazza della Basilica, dove saranno aperte le porte della Santa Casa e l’arcivescovo Fabio Dal Cin guiderà un momento di preghiera. “Ogni atto di violenza contro una donna è un oltraggio a Dio ed è una ferita mortale inferta al cuore della nostra società”, ha scritto il prelato, invitando a non abituarsi a quella che definisce una scia di sangue.
Sul fronte giudiziario, lunedì mattina Sami Khemaies, il trentanovenne tunisino accusato dell’omicidio della moglie, che si trova in carcere a Montacuto, comparirà davanti al gip di Ancona per l’udienza di convalida del fermo. Martedì sarà invece eseguita l’autopsia sul corpo della donna, colpita con decine di fendenti. L’uomo, assistito dall’avvocato Simone Matraxia, sostiene di aver agito durante una lite e che sarebbe stata la moglie a impugnare per prima il coltello, una versione che al momento non trova riscontri nelle indagini.
La Procura procede per omicidio volontario e continua gli accertamenti. La legale della famiglia della vittima, Cristina Perozzi dice all’Ansa “Luigia era una madre meravigliosa e irreprensibile, ecco perché non era nota ai servizi sociali. In quella famiglia non c’era conflittualità, ma un padre disfunzionale con precedenti di reato. Lei sollecitava l’uomo a riabilitarsi, consentendogli di avere contatti con il figlio”. L’uomo infatti era stato condannato per spaccio di droga tra il 2017 e il 2019, recluso per alcuni anni e poi evaso nel 2020 rompendo il braccialetto elettronico mentre era ai domiciliari. “Se non ci sono mai state denunce, come si fa a sapere se Luigia non sia mai stata vittima di maltrattamenti? – ha aggiunto la legale della famiglia – Facciamo battaglie all’ultimo fiato per veicolare un messaggio diverso ed educativo alla collettività”. Per quanto riguarda la contestazione o meno del reato di femminicidio, Perozzi ha sottolineato come sia ancora “prematuro fare ipotesi di reato”.


