FERMO – Appiccano un incendio e sequestrano un ispettore della polizia penitenziaria nel carcere di Fermo. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Fermo ha convalidato l’arresto in flagranza di due detenuti coinvolti nei disordini avvenuti la notte del 28 dicembre, respingendo però la richiesta della Procura di applicare ulteriori misure cautelari.
Secondo la ricostruzione dei fatti, i due reclusi, dopo il rifiuto degli agenti di polizia penitenziaria alla loro richiesta di essere trasferiti di cella, avrebbero dato inizio a una violenta protesta, con insulti e minacce al personale, lancio di stoviglie e cibo nel corridoio e, in seguito, avrebbero incendiato cuscini e lenzuola all’interno della cella.
Il fumo ha provocato un malore a un altro detenuto, estraneo ai fatti, rendendo necessario l’intervento dei sanitari e dei vigili del fuoco. L’accesso alla cella è stato tuttavia impedito dal danneggiamento della serratura, costringendo gli agenti a utilizzare una smerigliatrice.
Durante le operazioni, uno dei detenuti avrebbe tentato di impossessarsi dell’attrezzo per usarlo contro un ispettore. Una volta aperta la cella, i due, armati di lametta, avrebbero continuato a minacciare il personale per circa 45 minuti sequestrando, di fatto, un ispettore della polizia penitenziaria. La situazione è rientrata solo dopo una lunga trattativa e l’intervento di più agenti, guidati dal comandante Antonio Mottola.
Ai due detenuti sono contestati i reati di sequestro di persona, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, incendio, danneggiamento aggravato e resistenza aggravata, con l’aggravante della recidiva. Il gip ha ritenuto legittimo l’arresto, riconoscendo la gravità e la pericolosità delle condotte, ma ha escluso la necessità di ulteriori misure cautelari poiché entrambi sono già detenuti con fine pena fissati rispettivamente al 2032 e al 2043.





