Nelle Marche la Procura per i minorenni di Ancona, con competenza distrettuale, gestisce "800 procedimenti penali per minori e interviene anche in 2mila procedimenti per situazioni di pregiudizio di minori", ma in organico conta solo su una procuratrice, che ha posticipato il pensionamento per non lasciare scoperto l'ufficio, e un sostituto procuratore in applicazione dalla Procura ordinaria di Pesaro. A denunciare una situazione "sempre sull'orlo della paralisi", per la giustizia minorile marchigiana sono il procuratore generale della Corte d'appello di Ancona Roberto Rossi e il presidente della Corte Luigi Catelli.

    La richiesta, reiterata di recente, di potenziare l'organico in particolare della Procura per i minori è stata respinta dal ministero, hanno riferito Rossi e Catelli che hanno lamentato anche la mancata pubblicazione dal Csm di una "pianta flessibile di magistrati" potenziale serbatoio per fronteggiare l'emergenza giustizia minorile a fronte di una recrudescenza dei reati di minori, la "stragrande maggioranza" dei quali di origine straniera, ma nati e cresciuti in Italia.
    In crescita nelle Marche, tra i minori, in particolare, i delitti contro la libertà individuale (30 in un anno; +20%), pedofilia e pedopornografia (30; +58%), violenza di genere (66; +22%) e rapine (60; +22%). Questi ragazzi, ha detto il Pg Rossi, "non si sono integrati, hanno nuclei familiari disagiati, in cui è difficile trovare punti di riferimento" e che vedono "la violenza come via principale di affermazione" e sono spesso "trovati con armi da taglio". In un caso un giovane è stato sorpreso ad entrare in tribunale con un coltello per un'udienza in cui si doveva discutere di messa alla prova per evitare una condanna.

    "Il front office di queste emergenze – ha ricordato il Pg -, la Procura dei minori è afflitta da drammatiche criticità: ha competenza sulle Marche, in cui ci sono 70mila nuclei con minori, e conta solo su una procuratrice e un sostituto. Una semplice influenza manda in crisi l'ufficio". Una giustizia minorile, ha sottolineato Rossi, che si ripercuote, in chiave preventiva, anche sul futuro di questi giovani la cui situazione di disagio è "strutturale" e "destinato a durare con il rischio di diventare adulti senza possibilità di integrarsi, e continuando a delinquere".