Si terrà il 20 novembre davanti al gip dell’Aquila l’incidente probatorio per il caso della morte di Francesca Ercolini, la magistrata di Campobasso trovata senza vita nella sua casa di Pesaro il 26 dicembre del 2022. Le risposte sulle osservazioni sollevate dalla pm Roberta D’Avolio, sui segni sul corpo della Ercolini, provocati da un presunto suicidio e sulla ricostruzione della scena trovata dal marito e dal figlio il giorno della sua morte, sono contenute nelle perizie del Ris di Roma e del medico legale Vittorio Fineschi, depositate alla cancelleria del gip Marco Billi.

    In quelle pagine i tecnici dei carabinieri hanno dovuto spiegare se la donna si sia potuta annodare il foulard al collo, salire sulla ringhiera interna dell’appartamento e lasciarsi cadere. Ma anche dire se la striscia di seta era idonea a questa azione e se le fibre della stoffa si sono modificate con il peso. Infine, la tenuta del nodo e se i tagli praticati con una forbicina, con il corpo ancora sospeso, siano compatibili con la tenuta del corpo stesso. Dalla perizia di Fineschi, invece, già autore di un primo rapporto che pone dubbi sulla dinamica del suicidio e sul solco al collo della donna, si dovrà capire se l’azione di una asfissia meccanica sia più probabile dell’impiccamento. La procura con la nuova indagine aperta due anni fa ipotizza l’omicidio, gli indagati sono il marito della donna e un ex ispettore di polizia.