PESARO – Pesaro torna ad abbracciare, questa volta di persona, Patrick Zaki che stamattina ha incontrato 300 studentesse e studenti della città (tra i 16 e i 18 anni), riuniti nell’aula magna del liceo Marconi di Pesaro, per parlare dei suoi “Sogni e illusioni di libertà”.

Accolto dalla canzone “Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni, Patrick Zaki ha raccontato i suoi 22 mesi di prigionia, trascorsi in carcere nel suo paese, l’Egitto, per aver espresso liberamente le sue opinioni quando era studente all’università di Bologna. Sul Medio Oriente dice: “È in corso un genocidio. Lo dicevo dopo il 7 ottobre e ora mi danno ragione. Ma non sono qui per avere ragione, bensì per ricordare che 30 mila persona sono morte negli ultimi tre mesi, non solo per gli attacchi, ma perché vengono lasciate morire di fame. Questo è il momento di un cessate il fuoco”.

Sul funerale di Alexei Navalny: “La situazione è molto grave, quando viene ucciso un oppositore è una minaccia per la democrazia. Dobbiamo fare di più per una maggior democrazia e contro la guerra in Ucraina”.

In apertura dell’intervento di Zaki, Camilla Murgia, assessora alla Crescita e alla Gentilezza, ha detto: “Sono davvero orgogliosa di questa città e delle sue scuole, impegnate in prima linea nella difesa dei diritti umani e della crescita delle nuove generazioni. Il valore educativo della scuola, supportato dalle istituzioni, è di sviluppare un pensiero critico contro il pensiero unico, vero nemico di questa società. Avere la libertà di parola, di pensiero, di manifestazione è un diritto a cui non è possibile rinunciare, anche se la nostra quotidianità (e la nostra storia) ci dice che ogni giorno è messo in discussione, ed è importante difenderlo.

L’appuntamento, ha anticipato gli “Incontri Capitali” promossi dalla Capitale italiana della cultura del pomeriggio, durante il quale Zaki ha presentato il suo libro “Sogni e illusioni di libertà. La mia storia”