Sono i primi video della tragedia che arrivano a un'amica coreana sul telefono a far capire che qualcosa di grave sta accadendo a Itaewon e a far cambiare i piani della serata a Carlo e al suo gruppo di amici. Marchigiano, 30 anni, trasferitosi a Seul da circa un anno e mezzo per lavoro non era la prima volta che aveva in programma di trascorrere la serata nel quartiere noto per la movida e per attirare ogni sera anche i tanti cittadini stranieri che vivono nella capitale della Corea del Sud.

Tra le oltre 153 persone decedute si contano infatti 22 nazionalità diverse, mentre 355 sono ancora i dispersi. Il governo sudcoreano ha disposto sette giorni di lutto nazionale. Il cordoglio di un'intera nazione è visibile anche nei messaggi di cordoglio che compaiono in strada scritti su manifesti e nelle immagini di chi lascia un fiore sul luogo del disastro, un vicolo stretto vicino all'hotel Hamilton. La calca si era formata lì perché era stata avvistata una celebrità, ma proprio nello stesso posto c'è anche la stazione della metropolitana.

La serata del 29 ottobre doveva essere la prima completamente libera dalle restrizioni imposte dal covid. Alto era il numero di persone che si sarebbero riversate nel quartiere di per sé già molto frequentato dai giovani per i festeggiamenti di Halloween.