Un viaggio interminabile durato quasi due giorni, per portare in salvo 83 persone, piccoli malati e disabili, da Leopoli verso Roma e poi da lì in altre città italiane.

A raccontare questo viaggio della speranza è il pediatra fabrianese della Croce Rossa Italiana Domenico Maddaloni, non nuovo alle missioni umanitarie. Dallo Sri Lanka al Pakistan ad Haiti, il medico marchigiano ha già lavorate nelle zone più difficili e problematiche del nostro pianeta, ma questa, spiega, è la prima volta che si trova di fronte a una guerra vera.

Alla moglie e ai figli che lo aspettano trepidanti a casa, ha raccontato che si sarebbe fermato al confine polacco, invece lui e gli altri operatori della croce rossa hanno varcato quel confine per portare in salvo i più fragili, coloro che da soli non sarebbero mai stati in grado di attraversarlo.

Qui a Leopoli hanno trovato rifugio decine di migliaia di persone in fuga dalle altre città dell'Ucraina, da Kahrkiv a Kiev, persone che hanno visto l'inferno, le case distrutte, gli amici uccisi, ma che ora vedendo le colonne delle ambulanze italiane procedere verso di loro, riescono finalmente a sorridere, saranno i primi a essere portati in salvo dalla croce rosse Italiana, ma non saranno gli ultimi, Maddaloni e colleghi sono infatti già pronti a ripartire con nuovi mezzi: a breve sarà allestito anche un treno ospedale da Roma per l'Ucraina.

 

 

Servizio di Laura Meda