Il Teatro Persiani di Recanati conferma la sua vocazione di luogo di creazione artistica ospitando la residenza di riallestimento de Il sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij con un grande Maestro della scena come Gabriele Lavia, in veste di traduttore del testo, adattatore, regista e interprete accanto a Lorenzo Terenzi, che giunge in scena sabato 26 novembre nella stagione di prosa promossa dal Comune di Recanati, con l’AMAT e realizzata con il contributo della Regione Marche e del MiC.

“Le residenze di allestimento come quella in corso per lo spettacolo di Gabriele Lavia e quella dello spettacolo che ha inaugurato la stagione con Sabrina Guzzanti rappresentano un indotto non solo culturale per la città ma anche economico – dichiara il Sindaco Antonio Bravi – le compagnie infatti soggiornano a Recanati per periodi più lunghi rispetto alla semplice rappresentazione favorendo una ricaduta economica su tutto il territorio, accanto a una maggiore vitalità del teatro quale luogo vivo e vissuto, punto di incontro e di scambio di pensiero nella più antica tradizione culturale recanatese”.

 

“Siamo molto soddisfatti della grande risposta – afferma l’Assessora alla Cultura Rita Soccio – da parte del pubblico alle nostre proposte teatrali sia della stagione per gli adulti sia per quella dei più piccoli. Gli abbonamenti sono stati 228 un vero record che dimostra come il teatro e le attività culturali sono una prerogativa della comunità recanatese. Al primo sold out con Sabina Guzzanti si attende ora una replica con Gabriele Lavia che offre una riflessione profonda e appassionata sulla condizione dell’essere umano. Anche il debutto de “Le domeniche al Persiani” ha visto il teatro gremito di bambine, bambini, genitori e nonni, tutti insieme si sono divertiti con la magia dello spettacolo dal vivo”.

 

Il sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij ha come protagonista un uomo, deriso da tutti e da sempre estraneo alla società, deciso a suicidarsi. Siede sulla poltrona a fianco della scrivania, apre il cassetto ed estrae la pistola. Ma, improvvisamente, si addormenta e inizia a sognare la propria vita oltre la morte, in un pianeta del tutto simile alla Terra, abitato da splendidi esseri non ancora corrotti “dalla prima caduta, dal primo peccato”.

 

“Nella mia vita di teatrante – dichiara Gabriele Lavia – ho “adattato” e “rappresentato” alcuni racconti di Dostoevskij: Una donna mite, Memorie dal sottosuolo, L’eterno marito e Il sogno di un uomo ridicolo. Il sogno, appunto, mi accompagna da quando avevo diciotto anni e lo lessi per la prima volta ai miei amici più` cari. Poi Giancarlo Menotti lo volle a Spoleto. Fu un grande successo e il Teatro Eliseo lo volle nel cartellone della Stagione e fu di nuovo un successo. Poi lo portai a lungo in tournée con una mia compagnia. Poi, a Trieste, qualche anno fa, lo replicai per un mese. Sempre con grande successo. Poi lo ripresi ancora tante volte, anche in forma di “recital”, soltanto con una sedia. Mi chiesero di filmarlo per la TV e vinse il primo premio come migliore opera di Teatro portata in televisione. E lo ripresi ancora per un’altra lunga tournée. E` l’opera che ho rappresentato di più nella mia vita. Piu` dell’Amleto di cui ho fatto tre edizioni diverse, in tre diverse stagioni. E` certo lo spettacolo più` faticoso che abbia mai fatto e per questo avevo giurato di non farlo mai più`… data l’età`. Ma al Teatro che porta il nome di Strehler non potevo dire di no. E così ho tirato fuori la mia vecchia camicia di forza che pensavo di non dovere indossare mai più` per dedicare proprio al Grande Maestro questo Sogno. Ma ne sono felice”.

Le luci dello spettacolo – prodotto da Effimera – sono di Giuseppe Filipponio, la fonica di Riccardo Benassi.