Una maglietta bianca con la stampa delle immagini della salma della figlia fatta e pezzi. Si presenta così in tribunale a Perugia Alessandra Verni, mamma della 18enne Pamela Mastropietro, la giovane di Roma uccisa a Macerata il 30 gennaio 2018 e per il cui omicidio è stato condannato in via definitiva il nigeriano Innocent Oseghale.

Dopo cinque anni, Alessandra Verni e Innocent Oseghale si ritrovano di nuovo faccia a faccia in aula a Perugia per un nuovo processo di appello, che verte questa volta solo sull'accusa di violenza sessuale. E in tribunale quando i due si incrociano quasi si sfiora la rissa, provvidenziale intervento della polizia penitenziaria e dei carabinieri presenti in aula.
 

Nulla di fatto per quanto riguarda il processo vero e proprio, oggi la corte avrebbe dovuto sentire due testimoni, entrambi non si sono presentati, tutto rinviato al 22 febbraio, udienza alla quale il nigeriano, ha riferito, non comparirà.

Se Oseghale all'esito dell'appello bis venisse assolto dall'accusa di violenza sessuale, l'ergastolo che l'uomo sta attualmente scontando per l'omicidio della giovane, potrebbe ridursi a 30 anni. Una condanna che Alessandra Verni non accetterà mai. "Mi aspetto l' ergastolo –  ha riferito uscendo dal tribunale, mostrando ai giornalisti le foto con le immagini del corpo della figlia fatta e pezzi – qualsiasi altra condanna la riterrò ingiusta". 

 

 

Servizio di Laura Meda
Immagini realizzate dalla redazione di Umbria Radio Inblu