Ormai è ufficiale: il 25 settembre si vota per il rinnovo del Parlamento. E la crisi di governo scuote l'assetto politico marchigiano, dove la giunta regionale a guida centro destra rischia una mezza diaspora. Tra i nomi papabili i più quotati sono Mirco Carloni, della Lega, e Guido Castelli, di Fratelli d'Italia, assessori chiave della Giunta Acquaroli e di difficile sostituzione. Anche se Carloni nelle scorse ore ha smentito possibili candidature, "mi voglio dedicare alla Regione", ha spiegato. 

Sempre nel centro destra si parla anche di una possibile candidatura di Giorgia Latini della Lega. Scendono invece le quotazioni dell'assessore Saltamartini che non può abbandonare il grande progetto regionale di riforma sanitaria appena avviato.

Nessun nome per ora trapela invece in casa PD Marche, prima le alleanze, poi i nomi, dicono dai vertici regionali. E tra coloro che sono più vicini al territorio, il PD può annoverare due sindaci di spessore vicini alla scadenza del proprio mandato. Valeria Mancinelli di Ancona e soprattutto Matteo Ricci di Pesaro. E sebbene entrambi abbiano spiegato di voler sostenere la campagna elettorale dei propri successori, nessuno ha detto apertamente di no. Matteo Ricci soprattutto continua a esporsi. “Hanno fatto cadere il migliore degli italiani – ha dichiarato il sindaco di Pesaro – in una recente intervista rilasciata all'Ansa – i cittadini gliela faranno pagare, e chissà che a farla pagare non sia anche lui.

Secondo indiscrezioni lui in realtà sarebbe interessato alle prossime elezioni europee, certo è che alla festa dell'unità di pesaro, ha dichiarato “come sindaci prima di decidere dobbiamo visionare bene la norma e i casi di incompatibilità” … insomma la porta non è per niente chiusa, anzi, l'interesse di Ricci a una possibile candidatura sembra sempre più forte, ora dopo ora.

 

 

 

Servizio di Laura Meda