Cosa è successo la sera del 15 settembre? È questa la domanda a cui la Procura di Ancona sta cercando di rispondere. La priorità è ricostruire cosa eventualmente non abbia funzionato e quali e di chi possano essere le responsabilità per le vittime e i danni dell'alluvione che si è abbattuta lo scorso giovedì in 13 comuni delle province di Ancona e Pesaro.

Attualmente non ci sono indagati né sequestri messi in atto dalla Procura che ha aperto un fascicolo per inondazione colposa e omicidio colposo plurimo. I carabinieri del comando operativo di Ancona stanno acquisendo nei comuni interessati la documentazione relativa al 15 settembre oltre ai piani e alla messa in sicurezza dei corsi d'acqua Misa e Nevola esondati. Mentre i carabinieri forestali stanno verificando le condizioni degli argini dei fiumi anche attraverso immagini riprese dall'alto sorvolando le zone colpite con l'elicottero.

Altra documentazione è stata acquisita nei giorni scorsi dai militari anche in Regione.I filoni delle indagini saranno dunque due: oltre agli interventi riguardanti il rischio idrogeologico del Misa, si analizzerà pure l’allerta meteo diffusa dalla Protezione Civile che prevedeva un codice ‘giallo’ che non aveva però incluso le fasce collinari e costiere dell’anconetano.