ANCONA – In poco più di un’ora si esaurisce il tavolo tra sindacati e proprietà del colosso Elica: la vertenza che prevede la delocalizzazione di parte della produzione delle cappe aspiranti da cucina in Polonia e 409 esuberi si sposta al Ministero dello sviluppo economico. C’è la sensazione che le carte non siano state scoperte fino in fondo: perché a Natale il presidente Casoli festeggiava i 50 anni di elica con gli operai, augurando altri 50 anni insieme e poi a Pasqua è arrivato il piano lacrime e sangue per il fabrianese? Aleggia l’ipotesi di una cessione, ma mai confermata ai tavoli di confronto.