«Ci sono luoghi deputati a ospitare manifestazioni, altri dove occorre rispetto e silenzio. Pieve Torina è tra questi. Quando i manifestanti del comitato no discarica di Montefano sono arrivati in paese hanno trovato, oltre a gru e cantieri, una folla di miei concittadini ad attenderli. Concittadini che, a dieci anni dal sisma, ancora vivono nelle SAE. E così i manifestanti sono tornati con i piedi per terra e si sono scusati. Spero abbiano capito di essere stati strumentalizzati politicamente e che la scelta di venire qui a manifestare è stata inopportuna».

È il sindaco Alessandro Gentilucci a commentare quanto accaduto ieri di fronte al Parco delle Rimembranze di Pieve Torina. «Ho accettato le scuse del presidente e del portavoce del Comitato No Discarica di Montefano» prosegue Gentilucci «e ho spiegato loro come stanno le cose, chiarendo che i siti idonei a ospitare la discarica li ha stabiliti l’Università Politecnica delle Marche e che il comune di Pieve Torina conta in assemblea ATA meno dell’1%. Dunque, la loro protesta era mal indirizzata. Legittimo manifestare, ma avrebbero dovuto farlo nelle sedi opportune, non in un paese che è ancora un cantiere a cielo aperto. Ad oggi, l’unica discarica autorizzata è quella di Cingoli, e lo sarà fino al 2033. Ringrazio il sindaco Michele Vittori per la collaborazione e il senso di responsabilità istituzionale dimostrato. Purtroppo, non posso dire altrettanto di chi ha strumentalmente utilizzato sul piano politico la buonafede di tanti montefanesi.

La questione» prosegue Gentilucci «va affrontata sul piano istituzionale e non fomentando proteste, tanto che, alla fine, la vera manifestazione l’hanno fatta i cittadini pievetorinesi mettendo in difficoltà chi era venuto per provocare. Ringrazio il maresciallo dei carabinieri Montanaro che, insieme a un collega, ha garantito l’ordine pubblico e ringrazio i miei concittadini per la maturità dimostrata. Da parte mia, rimarco la disponibilità a incontrare tutti nelle sedi preposte e senza ulteriori strumentalizzazioni».