“Un’impresa, corrispondendo a puri interessi di mercato o problemi suoi, di struttura, è indifferente a quello che accade sul territorio, noi pensiamo che questo non sia accettabile”. Così la segretaria nazionale della Fiom ad Ancona sulla dolorosa vertenza Elica che rischia di lasciare a piedi più di 400 operai nel Fabrianese per la delocalizzazione della produzione delle cappe aspiranti da cucina in Polonia. Mentre proseguono gli incontri, sono già all’orizzonte altre azioni di mobilitazione di operai e sindacati. La crisi non crisi di Elica rischia di essere la prima di una lunga serie, specie nel settore metalmeccanico, nei territori fabrianese ma anche ascolano, già gravemente colpiti dal punto di vista occupazionale. Nell’incontro a cui ha partecipato anche l’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi, il punto sul settore in prospettiva futura: nelle Marche sono quasi 60 mila i lavoratori metalmeccanici. Il comparto più in difficoltà è quelle dell’elettrodomestico che ha perso 250 addetti nell’ultimo anno. Sul fronte dell’export ammonta a 4,4 miliardi il valore delle imprese marchigiane del settore, con un calo dell’11,7%nell’anno del Covid.