Un’introduzione generale dedicata alla storia dell’antisemitismo, delle leggi razziali in Italia e in Europa, e un percorso parallelo che approfondisce la vita e le opere di Primo Levi (Torino 1919 – 1987), partendo dalle sue parole. Sono le due sezioni che compongono la mostra “Primo Levi dalle leggi razziali alla scrittura creativa”, allestita nell’atrio Bompiani al primo piano di Palazzo delle Marche e presentata nel corso di una conferenza dal Presidente del Consiglio regionale, Dino Latini, e dal curatore Giorgio Tabanelli. “Questa mostra – ha spiegato il Presidente Latini – si inserisce nel progetto voluto da tutto l’Ufficio di Presidenza di mettere a disposizione della comunità marchigiana gli spazi dell’Assemblea legislativa per avvicinare le istituzioni ai cittadini, per costruire un dialogo che stimoli la cittadinanza attiva, offrendo iniziative di promozione e di valorizzazione della cultura, dell’arte e della storia”. L’iniziativa, di carattere didattico e divulgativo, “è rivolta in modo particolare, ma non esclusivo, alle scuole, che inviteremo – ha aggiunto Latini – e ricostruisce dalle origini l’ideologia antisemita dei primi decenni del Novecento, in Germania e in Italia, utilizzando anche documenti inediti”. Nelle 16 teche saranno esposti circa 200 reperti, tra volumi, giornali, riviste, volantini, accanto a documenti, mappe, immagini, attingendo a fonti che risalgono fino al Seicento. “Una documentazione di grande interesse storico scientifico che continuiamo a raccogliere – sottolinea Tabanelli – e che consente di comprendere l’evoluzione del pregiudizio, fino alla promulgazione delle leggi razziali del 1938”. Tra il materiale originale, il curatore segnala il focus su ‘Letteratura di svago e antisemitismo’, “dove sono esposti romanzi per ragazzi e gialli a sfondo antigiudiaco”. Il progetto espositivo, con il patrocinio del Ministero della cultura e del Consiglio regionale, è promosso dall’Associazione arte cinema teatro volontariato, in collaborazione con l’Associazione Carlo Bo di Urbino e con l’Archivio Fondazione centro di documentazione ebraica di Milano. L’evento si avvale della consulenza degli storici Alberto Cavaglion e Valerio De Cesaris, hanno collaborato anche Roberta Mori e Lia Toaff per la biografia e le opere di Primo Levi.