Le 12 e 14 in punto del 4 dicembre. Il momento esatto in cui i genieri dell'Esercito del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore, Bologna, fanno brillare l'ordigno bellico rinvenuto nel comune di Pesaro su strada del Montefeltro, a cavallo tra la zona industriale e il quartiere Case Bruciate. La bomba d'areo, dal peso di circa 453 chili, di fabbricazione statunitense e risalente alla seconda guerra mondiale, era stata ritrovata in pessime condizioni di conservazione e ancora attiva.

Per capirci: se fosse esplosa, avrebbe provocato devastazione alle case e alle infrastrutture ma anche perdite rilevanti nel raggio di un chilometro e mezzo. Tant'è che le operazioni di bonifica sono state piuttosto complesse ed hanno visto la partecipazione sinergica di vari Enti, coordinati dalla Prefettura di Pesaro e dal Comando Forze Operative Nord di Padova.

Un centinaio di persone hanno preso parte agli interventi programmati su tre fasi: nella prima, sul luogo di rinvenimento, attorno alla bomba è stata creata una struttura temporanea di protezione per la mitigazione degli effetti dovuti ad una esplosione accidentale; dunque si è provveduto alla neutralizzazione dell’ordigno tramite la rimozione dei sistemi di innesco, le cosiddette spolette. A quel punto, nella terza ed ultima fase, la bomba è stata trasportata in sicurezza nella cava ex Pica di via Stroppato dove, in un’area opportunamente scelta per assicurare la pubblica incolumità, è stata fatta brillare.

Prima e dopo  le operazioni di rimozione dei sistemi di innesco, per garantire un’adeguata cornice di sicurezza, il personale del 28° reggimento Comunicazioni Operative “Pavia” di Pesaro ha condotto attività di sensibilizzazione all'evacuazione dei residenti (circa 900 persone) e di pattugliamento insieme con la Polizia locale,  per un raggio di 755 metri dal luogo del ritrovamento.

Contestualmente dalle 8 era stata disposta la chiusura dell'A14 (nella tratta tra Cattolica/Gabicce e Fano) e di alcune strade provinciali e comunali nei pressi della zona rossa. Attorno alle 11, quando è iniziata la fase del trasferimento dell'ordigno nel luogo deputato al brillamento, la circolazione ha ripreso a scorrere regolarmente e così anche le persone hanno potuto riprendere possesso delle loro abitazioni dove mancavano dalle 6.

La Prefettura di Pesaro, in una nota, ha ringraziato la popolazione per l'allontanamento ordinato dalle case e poi quanti hanno collaborato alla delicata operazione: specialisti dell’Esercito, forze di Polizia, vigili del fuoco, Comune di Pesaro, Provincia di Pesaro e Urbino, Croce Rossa Italiana, servizio 118, Protezione civile regionale, Enti gestori di servizi, Enac e Società Autostrade.

Le 12.15, qualche minuto dopo. Della bomba d'aereo resta soltanto il ricordo.

 

 

Servizio di Giacomo Giampieri