Tullio Belli guarda con il cuore in gola la ruspa che mangia a bocconi l’edificio vicino a casa sua, a Visso. In comune un muro degli anni 20. Un misto di paura di veder crollare cio’ che resta della sua casa e bottega insieme alla rabbia di non poter demolire e ricostruire in sicurezza.Non ha potuto iniziare i lavori perchè il progetto era stato redatto con il superbonus per evitare gli accolli, con la richiesta fatta il 30 dicembre 2024. Ma il plafond, si è scoperto dopo, era terminato il 20 dicembre. Un’ingiustizia, dice Tullio, 65 anni, che ha grossi problemi di salute, e che dopo il sisma del 2016 è rimasto senza casa e senza attività. Resta la speranza al lumicino di rientrare con la sua famiglia in quella casa dove aveva investito tutto.
Ecco il testo integrale della sua lettera:
Al commissario Guido Castelli
Le scrivo per farle comprendere quale grande ingiustizia sociale si stia compiendo nei confronti dei cittadini terremotati più deboli del cratere, causato dell’insufficienza del plafond del superbonus nel coprire i progetti presentati dopo il 20/12/2024, ma entro il 31/12/2024.
Punire gli ultimi, ma! Forse c’è stato qualche motivo o più motivi, che ne hanno impedito la presentazione prima.
Dopo l’uso e l’abuso che se n’è fatto del superbonus, proprio noi terremotati volete lasciare indietro?
Dopo tante peripezie vissute in questi otto anni: cambiati tre ingegneri, traslochi, di casa, del negozio che non ho più, problemi con i vicini, trovare la Ditta, ero ormai sicuro di poter iniziare i lavori, poi questa doccia fredda.
Dovremmo rifare un nuovo progetto, diverso da quello già presentato, con nuovi costi, ripensare agli interventi da effettuare perché per me e penso anche per gli altri terremotati, impossibili da coprire finanziariamente, senza superbonus.
Ho la consapevolezza che non avrò più una casa sicura in cui vivere con la mia famiglia, vorrei rientrarci prima di morire, visto che si allungheranno ancora i tempi di permanenza fuori casa.
Questa guerra, perché di una guerra si tratta,(il nemico non è palesemente individuabile ma c’è) iniziata con i terremoti del 2016, ha lasciato già sul campo qualche migliaio di morti, naturalmente non parlo dei soli caduti sotto le macerie, ma dei tanti anziani fra i terremotati, che sradicati dalle loro case e dalle loro abitudini, dal loro paese, divisi nella loro comunità, sono stati spediti prima al mare e poi in queste casette, si sono spenti e si spengono ancora come candele, piano, piano, consumati dai ricordi e dalla nostalgia del passato, dalla pena che la mancanza della casa genera, dal rimpianto dI quanto avevano, dalla speranza di ritornare a casa propria che si affievolisce nel tempo.
Questa guerra, dicevo è poi continuata con le centocinquanta ordinanze che come missili ipersonici in questi otto anni sono state emanate, che più di chiarire hanno creato crescente confusione e dubbi complicando le decisioni e le azioni da intraprendere per terremotati,tecnici,imprese, annegati in un mare di adempimenti e di carte da presentare, con continui cambiamenti nelle procedure da seguire per realizzare i progetti e le opere di ricostruzione dei fabbricati.
Ho 65 anni ho avuto due tumori l’ultimo scoperto nel Maggio 2023 operato a Giugno poi la chemio, devastante, ho dovuto lasciare nello stesso anno il lavoro a Roma, dove mi ero trasferito da solo, per mantenere la mia famiglia rimasta a Visso nel 2017, per un anno e mezzo si è vissuto in un vecchio camper, anche in occasione di quella forte nevicata di più di 1 metro.
Nel 2023 nonostante le condizioni di salute, per poter andare avanti con il progetto della casa, così almeno sembrava la motivazione dello stallo a detta dei tecnici, ho dovuto prendere un prestito “capestro” da un giorno all’altro per acquistare dal proprietario, lontano da questi luoghi, il 1* piano della casa, perché lui non voleva fare i lavori, visto che ci soggiornava solo per 15 giorni in estate per le ferie.
Questi sono solo alcuni dei motivi che hanno condizionato la presentazione del mio progetto, (ognuno conosce i suoi), comunque presentato nei tempi della legge e volevo precisare che un plafond si può disporre al massimo, per l’acquisto di un auto, in quanto se non si compra, pazienza, ma non per la ricostruzione delle case terremotate, avevamo bisogno di certezze, dietro ad ogni progetto c’è tanto lavoro, spese, ci sono tante decisioni e valutazioni che devono essere prese e che condizioneranno la vita della persone coinvolte per il resto della loro vita, con tanto tempo impegnato e non si può giocare con il futuro delle persone, come ai dadi e subordinare la possibilità di usufruire del superbonus, determinato dalla fine o no del plafond, ma alla data certa del 31/12/2024.
Se come ho sentito in TV, volete adoperarvi per il benessere dei cittadini di questo Paese, l’Italia e non spendere per il riarmo e su questo punto faccio appello soprattutto al ministro Giorgetti della Lega, dimostratelo ora, ma non con le parole, ma con i fatti, questo è il momento.
Coprite finanziariamente con il superbonus i progetti presentati entro il 31/12/2024 fuori plafond, come è giusto che sia, visto che sembrerebbe anche che inizialmente il plafond dedicato sarebbe stato di 400 milioni e non 330, e i rimanenti 70 siano stati girati per altro, date poi la possibilità di fatturarne i relativi lavori fino al 31/12/2026, le due cose di buon senso, vanno fatte ora, contemporaneamente.
Buona giornata.
Tullio Belli
Visso li 31/03/2025


